TORTA PASQUALINA GLUTEN-FREE

Torta pasqualina “my way” per una Pasqua all’insegna del “gluten-free”.

Una proposta classicissima per l’imminente Pasqua, 
come sempre rivedo a modo mio la classica torta salata della pasquetta in chiave no-glutine e no-lattosio.
Lo spunto è partito dopo aver conosciuto Tommaso e il suo splendido “Il Mondo Senza Glutine” in via San Fermo a Padova e questa è una delle ricette che Tommaso mi ha chiesto di proporre per la puntata di Pasqua Di “Chiacchere e Caffè”, il programma di Elisa Barzon, su Telechiara.


PASQUALINA MY WAY

per la pasta:

250 g di farina BEZGLUTEN
50 g di olio d’oliva evo
50 g di acqua ghiacciata
un cucchiaino di sale e 1/2 cucchiaino di zucchero di canna Mascovado

per il ripieno:
1 kg di carciofi
250 g di MOZZARELLA DI BUFALA SENZA LATTOSIO* (* esclusiva Il mondo senza glutine)
6 uova
sale, pepe
una punta di coltello di bicarbonato di sodio
olio evo
maggiorana fresca.


Preparazione:
preparare la base per la torta pasqualina impastando la farina Bezgluten come per preparare una pasta briséè da e far riposare almeno 1 ora in frigorifero.
Preparare il ripieno della torta pasqualina mondando i carciofi e riducendoli a fondi e gambi successivamente cuocendoli per 15 min in acqua bollente leggermente salata e con un po’ di bicarbonato che ci permette di esaltare lo smeraldo dei carciofi.





In una terrina unire la bufala(fatta a pezzettini), le erbette, la maggiorana, sale e pepe e amalgamare il tutto con un uovo.
Stendere la pasta e adagiare il composto di carciofi e bufala. Praticare 5 fossette nel ripieno e sgusciarvi delicatamente all’interno le uova, quindi ricoprire le uova , un pizzico di maggiorana, sale e pepe.
Ricoprire con la pasta rimasta che chiuderà il tutto. 




infornare a 160°C per 45 minuti.

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Autore:cuocapaglia

Sono nata il 14 aprile. Il mio spirito creativo ed eclettico mi spinge sin dall'infanzia ad accostare pentole e alambicchi dividendomi tra la farmacia e la cucina. Amo giocare con il cibo. Fluttuo gioiosamente tra il mangiar sano ed il piacere di mangiare. Credo in una cucina consapevole tuttavia fantasiosa e colorata intrisa di arte, scienza e fantasia.

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