TEMPURA DI FIORI DI ZUCCA

tempura di fiori di zucca

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tempura di fiori di zucca

Se dico “fiori di zucca” di solito i miei amici drizzano le antenne ed automaticamente si invitano a cena, ma non si accomodano mai a tavola…se ne stanno in cucina con me a sfidare il caldo e gli schizzi d’olio bollente pur di intercettare il vassoio prima che possa raggiungere la tavola!

Nella mia ormai lunga carriera di “foodie” (come dicono i gggiovani) ho testato tantissimi tipi di pastella per friggere queste orchidee dell’orto, ma la migliore resta sempre la più semplice: la pastella fatta con farina di riso e acqua minerale ghiacciata. Quella che in Giappone chiamano “tempura”.

Si prepara mescolando 3 parti di farina con 2 parti di acqua. A seconda della macina della farina potrà essere necessaria più o meno acqua, l’importante sarà ottenere una pastella bianca e densa come il gesso!

Per ottenere il fritto “perfetto” mi avvalgo anche del mio fidato “wokwok, la tipica padella orientale di ghisa, comprata lo scorso secolo a Milano nella ancora embrionale Chinatown di via Paolo Sarpi.

Lo spessore della ghisa permette una distribuzione costante ed uniforme del calore e questo favorisce il mantenimento della temperatura dell’olio utilizzato nel range ottimale attorno i 180°C. Per questa temperatura ho utilizzato l’olio di semi di arachidi che, essendo composto prevalentemente da acido oleico (un acido grasso monoinsaturo), si degrada lentamente ad alte temperature.

A questo proposito consiglio di leggere l’articolo del grandissimo Dario Bressanini dedicato agli “oli che fumano”.

Altro piccolo accorgimento può essere quello di utilizzare come fonte di calore una piastra ad induzione che mi consente di predeterminare e mantenere costante la temperatura massima.

Un’altro fattore determinante per ottenere una frittura “leggera” (che può sembrare un ossimoro…ma non è così!), è quello di creare il cosiddetto “shock termico” tra la pastella fatta con acqua ghiacciata e l’olio di frittura: questo permette la formazione quasi istantanea di un involucro croccante con vantaggio che il prodotto che non assorbe olio e risulta gradevole e come si diceva leggero.

E per finire una notizia consolatoria: secondo un recente studio dell’università di Granada la frittura aumenta le proprietà antiossidanti delle verdure, contribuendo a prevenire sul lungo periodo cancro, diabete e perdita della vista — e lo dicono i medici. Come l’internista esperta di nutrizione funzionale Sara Farnetti: «Una frittura ben fatta è la cottura che preserva al meglio le proprietà degli alimenti», spiega spazzando via con una frase tutti i luoghi comuni su questo metodo. (fonte http://cucina.corriere.it/notizie/cards/fritto-sano-ma-solo-se-fatto-bene-regole-prepararlo-modo-perfetto/sensi-colpa-addio_principale.shtml).

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Autore:cuocapaglia

nata il 14 aprile. carattere eclettico e creativo sin dall'infanzia ama accostare pentole e alambicchi dividendosi tra la farmacia e la cucina. ama far giocare con il cibo bambini e ragazzi. fluttua gioiosamente il mangiar sano ed il piacere di mangiare. crede in una cucina consapevole ma fantasiosa e colorata. arte, scienza, cucina e fantasia... ...cuoca paglia

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